Più attenzione alla tracciabilità e alle
interfacce
La nuova norma
attribuisce maggiore importanza anche alla documentazione delle attività
svolte. Non basta più dichiarare che l’impianto è stato controllato:
occorre tracciare in modo preciso quali dispositivi sono stati verificati, che
tipo di prova è stata eseguita, quali anomalie sono emerse e quali azioni
correttive sono state adottate.
Un altro
aspetto centrale riguarda le interfacce con gli altri sistemi di protezione
antincendio. Il controllo non deve limitarsi ai singoli dispositivi IRAI,
ma deve verificare il corretto dialogo con porte tagliafuoco, impianti di
spegnimento, sistemi di evacuazione fumi, ascensori, ventilazione e impianti
EVAC. In altre parole, la manutenzione deve confermare il funzionamento
dell’intero sistema di sicurezza e non soltanto dei singoli componenti.
Cosa devono
fare aziende e manutentori
Con l’entrata
in vigore della UNI 11224:2026, aziende, gestori e manutentori dovrebbero rivedere
il proprio piano di manutenzione e verificare alcuni aspetti fondamentali:
età dell’impianto, disponibilità dei ricambi, stato della documentazione
tecnica, qualificazione del personale incaricato e corrette procedure di
registrazione dei controlli.
Particolare
attenzione va riservata agli impianti più vecchi, ai sistemi privi di
documentazione completa e a quelli per cui il costruttore non garantisce più
assistenza o compatibilità dei componenti.
Una gestione
più consapevole della sicurezza antincendio
La UNI
11224:2026 segna un passaggio importante: la manutenzione dei sistemi di
rivelazione incendio non viene più vista come una semplice attività periodica,
ma come un processo di gestione tecnica continuo, legato all’affidabilità
dell’impianto nel tempo.
Per questo
motivo, aggiornare procedure, documentazione e contratti di manutenzione non è
solo una scelta organizzativa, ma un passaggio essenziale per garantire
sicurezza, conformità e continuità di funzionamento.